Rifugio Bolzano, conquista sullo Sciliar!

Durante le vacanze estive nella Val di Tires abbiamo voglia di camminare un bel po’, stare il più possibile in mezzo alla natura e raggiungere svariati rifugi del Parco Naturale Sciliar-Catinaccio. Alloggiando a Tires abbiamo la possibilità di partire sia da questa valle che dalla vicina Alpe di Siusi.

L’idea è di incontrare due nostri amici che alloggiano all’Alpe e il rifugio Bolzano si trova proprio in mezzo tra noi e loro…idea bellissima, ci si vede lì per pranzo! Quando però mi informo sul sentiero che parte da Tires in località Bagni di Lavina Bianca mi viene un coccolone… 3h50 di strada ed un dislivello di 1280 mt! Penso che non ce la farò mai, penso che sia meglio partire dall’Alpe di Siusi che forse è un po’ più corta, penso di lasciar perdere. Ma poi decido per la pazzia, ci voglio provare! So che probabilmente ci metterò anche più di 4 ore e che forse rinuncerò a metà strada, ma voglio provare ad arrivare al “Castello”, così è chiamata questa struttura in mezzo alle nuvole.

Partiamo verso le 8 dal parcheggio gratuito di Lavina Bianca a mt 1190 ed il sentiero n.2 inizia nel bosco di abeti, prosegue nella super impegnativa Gola dell’Orsara, attraversa alcuni ponticelli/scalette sospesi quasi nel vuoto, si rimette in piano a mezza costa per farci recuperare un po’ le energie e poi sbuca in un bel pratone per l’ultima salita. Insomma…non manca nulla!

La parte nel bosco è in salita e dura circa 40 minuti: ci guardiamo in giro e cerchiamo di capire dove andrà il sentiero perché appena fuori dal bosco c’è solo un bel vallone ripido e roccioso che sembra inaccessibile…ecco appunto…sorpresa! E’ accessibile e pure ripidissimo! E’ la Gola dell’Orsara (Bärenfalle) che attraversiamo in circa 1h15 minuti de fuego, tra gradoni di roccia e pendenze mica da ridere. Il sentiero presenta anche delle bellissime e avventurose scalette di legno e passerelle esposte che aiutano ad attraversare i punti più critici tenendosi ad un corrimano di ferro. Si guadagna quota e la vista sulla vallata e sul Latemar ripaga sicuramente della fatica fatta fino ad ora.

Usciti dalla gola si fanno un bel sentiero a mezza costa nel bosco e un bel prato d’alta quota per circa 30 minuti e poi si ricomincia a salire per ancora una quarantina di minuti sul sentiero esposto al sole; arriviamo alla piccola chiesetta di San Cassiano dove ci fermiamo per un’altra piccola sosta e per ammirare le cime che ci circondano, ormai siamo sotto al Castello! E sono pure 3 ore che camminiamo, non male!

All’arrivo sono senza fiato ma soprattutto senza parole! Ce l’ho fatta! In 3h10 ho raggiunto questo rifugio mitico da una strada decisamente impegnativa! Dal Bolzano si vedono tante cime altissime come le Torri del Vajolet, la Roda di Vael, il Sassolungo e i Denti di Terrarossa; il cielo oggi è azzurro e limpido, sembra di essere in cima al mondo!

Ci incontriamo con i nostri amici che, salendo da Compaccio, hanno avuto anche loro un bel daffare e iniziamo il pranzo con un bel brindisi con birre e vino freschi… la fatica è stata tanta e il sole picchia duro sulle nostre teste, ci voleva proprio! Ci buttiamo su un bel piatto di Gulash di manzo con patate arrosto e su mega porzioni di Strudel, ci riposiamo un po’ al sole e poi si riparte!

A differenza di altre volte in cui la discesa non la sentivo nemmeno, stavolta è impegnativa pure quella! Un po’ per il caldo e per il sole potente, un po’ per la Gola dell’Orsara che al ritorno è ardua e richiede molta attenzione… insomma un bel traffico pure scendere, ci mettiamo 2h45!

Gola dell’Orsara

Però che soddisfazione ragazzi! Un dolore alle gambe per 3-4 giorni mi ha ricordato continuamente la mia impresa,ho capito però che se non brontolo e se mi godo il paesaggio posso camminare come quelli veri 🙂 e sull’onda dell’entusiasmo per la salita a questo rifugio, le altre camminate mi sono sembrate più semplici! Anche una sfaticata con poca voglia di camminare, se vuole, può intraprendere sentieri impegnativi!!

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