Tires al Catinaccio

Tiers am Rosengarten è un piccolo comune che si trova all’interno del Parco Naturale Sciliar- Catinaccio (Schlern/Rosengarten) e si trova proprio ai piedi di questa maestosa catena montuosa. Ci siamo stati 3 giorni durante le feste di Natale con l’idea di visitare la ben più nota Alpe di Siusi ma ci è talmente piaciuto questo posto che ci torneremo sicuramente. E’ tranquillissimo e vicino a molti posti che meritano tutti una capatina: l’Alpe di Siusi appunto ma anche la Val Gardena, alcune località sciistiche tra le più belle del nostro paese ( Latemar-Obereggen ma anche Val di Fassa), luoghi spettacolari incorniciati dal Sassolungo e dal Sassopiatto, dalle Torri del Vajolet e dallo Sciliar. Incredibile come ovunque ci si volti, ci si trovi davanti ad una cima imponente e famosissima.

Tires si trova a 1100 metri slm ed è il punto di partenza di moltissimi sentieri, caratteristica che lo rende noto per bellissime camminate d’estate e per suggestive ciaspolate in inverno. Così abbiamo deciso di fare qualche giretto e di scoprire un po’ questa zona.

Il primo giorno, arrivati in Alto Adige poco prima di pranzo, partiamo per un facile sentiero che inizia in paese ed arriva a Volsegg a 1208 mt. E’ il sentiero n. 7 ed è ben segnalato . La strada è quasi tutta asfaltata ma si inerpica fuori dal centro abitato e offre vedute spettacolari sui paesi circostanti e sulle Dolomiti. Dopo circa una quarantina di minuti di camminata , e affamati perchè erano le 13.30, ci imbattiamo in quello che sembrava essere solo un luogo di ristoro senza pretese … e invece era un posto meraviglioso! Si chiama Ansitz Velseck (www.velseck.it) ed è una struttura con appartamenti e ristorante , con dettagli talmente curati e angoli caratteristici che sembra una favola. Pranziamo sui tavoloni fuori perchè, anche se è il 2 gennaio, c’è un sole bellissimo e ci sono circa 8 gradi; e poi perchè non rinunceremmo per niente al mondo ad un pranzo con vista sul Catinaccio/Latemar!!! Il proprietario è gentile e molto efficiente e in pochissimo tempo arrivano i nostri ravioli altoatesini e un piatto di canederli in brodo, insieme ad una birra e ad un bicchiere di ottimo Lagrein.

Appagati dal pranzo e dalla super-vista ci incamminiamo e seguiamo il cartello “Promenadenweg” che , supponiamo, ci porterà in paese. E infatti dopo una mezz’oretta di sentiero nel bosco e un pezzetto di sterrato, siamo alla base. Bellissima passeggiata adatta a tutti e ottimo pranzo annesso! Come inizio nella Val di Tires non è male!!!

Il secondo giorno dovevamo dedicarci ad una ciaspolata ma io non resisto, ho voglia di sciare! La mia dolce metà però , che non scia ma si dedica a camminate/corse/skytrail/maratone e quant’altro, chiede informazioni alla proprietaria dell’albergo che ci dice che siamo nel posto giusto: ci dà una dritta in modo che io potrò sciare e lui camminare e ci incontreremo a pranzo in un rifugio. Per lui la partenza è dall’Hotel Cyprianerof a San Cipriano ( frazione di Tires), sentiero n. 1 fino al Passo Nigra (1690 mt) e poi fino al Rifugio Messnerjoch (1930 metri). E’ tutto nel bosco e dura circa 2 ore, c’è molta neve e in un paio di punti il sentiero è deviato a causa di rami molto grossi, ma non ci sono pericoli. All’arrivo al rifugio ci si trova di fronte al maestoso Catinaccio.

Io invece mi sono diretta al comprensorio sciistico di Carezza , 40 km di piste soleggiate e non troppo battute dalla massa. Ho sciato quasi ininterrottamente dalle 10 alle 16 poichè volevo sfruttare al massimo lo skipass di ben 48 euro. Le piste sono divise in due zone Laurin Tour, il cui punto più alto è il rifugio Laurin Lounge a 2337 mt, e Latemar Tour che raggiunge i 2125 mt con il rifugio Paolina. Inutile dire che me la sono spassata perchè le piste non sono difficili a parte le due nere in cui mi sono imbattuta; il comprensorio non è grande rispetto ad altri mastodontici nelle vicinanze, ma è comunque bellissimo!

Dicevo che poi abbiamo pranzato alla baita Messnerjoch, posto carino dove abbiamo mangiato bene. Quel giorno ho sostato anche al Laurins Lounge, praticamente incastonato nella roccia del Rosengarten, e alla baita Masarè con la sua suggestiva terrazza proprio sotto la Croda di Vael.

Insomma direi che questa zona ci sta proprio piacendo e soddisfa i gusti e le passioni di tutti!

Terzo giorno direzione Alpe di Siusi! Da vera provincialotta resto basita alla partenza delle piste da sci dell’Alpe di Siusi: parcheggi enormi per auto, bar e negozi di articoli sportivi e una cabinovia ultra moderna. E uno skipass da 58 euro per me mentre per Alberto la corsa andata/ritorno a ben 18 euro!!! Rimaniamo perplessi ma dopo una giornata pazzesca sugli sci e una super camminata ce ne dimentichiamo! Immagino ci siano validi motivi che giustifichino questi prezzi, ma sarebbe davvero impegnativo pensare di sciare per più giorni di fila! Così ci godiamo la giornata fino allo sfinimento!

Si parcheggia l’auto a Siusi ( la strada che arriva direttamente all’altipiano è chiusa al traffico dalle 9 alle 17) ed in 15 minuti di cabinovia si arriva a Compatsch-Compaccio, 1843 mt, una delle località dell’area. Questa è la porta principale al Parco Naturale Sciliar-Catinaccio, da qui partono alcuni impianti e moltissimi sentieri.

Io scio fino alle 16.30 provando tutti gli impianti che mi capitano a tiro, tra cui Euro, Bamby, Paradiso, Laurin arrivando alla Bullaccia e a Goldknopf/Punta d’Oro…stranamente senza perdermi perchè ci sono cartelli con indicazioni ben distribuiti. Le piste sono lunghe e larghe, non troppo ripide e quindi perfette per me. E’ talmente grande che, anche durante le vacanze natalizie , non faccio mai code.

Alberto invece parte camminando da Compatsch e arriva al monte Bullaccia e poi al punto panoramico Panche delle Streghe (Hexenbanke, dove la leggenda dice si fermassero le streghe ad ammirare il panorama :)) e alla Croce Fillen. Raggiunge la piattaforma panoramica Engelrast /Sosta dell’Angelo con vista sulle Dolomiti. C’è tantissima neve ma il sentiero è ben tracciato e non servono nè ciaspole nè ramponcini e , prendendola con comodo, ha impiegato 1,5-2 ore.

Decidiamo di pranzare al ristorante Pufaltsch/Bullaccia, all’aperto perchè c’è un bellissimo sole. Accanto al ristorante/albergo c’è un piccolo ristoro in legno per bersi un caffè o qualcosa per scaldarsi.

La vista sulle cime circostanti è da urlo!

Tre giorni sono davvero pochi per conoscere l’Altipiano più grande d’Europa, ma direi che un’idea ce la siamo fatta… ed è quella di tornarci appena possibile sia in estate che in inverno!

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